• Parole parole parole …

    Ci sono alcune parole che andrebbero cancellate dal vocabolario delle relazioni personali.

    Mai e sempre sono due termini che dovrebbero scomparire all’istante.

    Quante volte abbiamo detto a una persona “non voglio vederti mai più”.

    Quante volte abbiamo detto “non cambierò mai idea su di te”.

    Quante volte abbiamo ripetuto che il nostro rapporto sarebbe durato “per sempre”.

    Quante volte abbiamo sperato che quella persona ci fosse sempre per noi.

    Il mai e il sempre non tengono conto della vita. Delle sue morti e delle sue rinascite. Sono come anti-biotici. Contro la vita. Che è cambiamento. Sempre e comunque. Anche quando vogliamo che le situazioni, i rapporti, rimangano costanti.

    Ma le relazioni mutano, perché mutano le persone. Non è detto che mutino sempre nella direzione da noi sperata. Anche se sono profondamente convinta che l’universo trami sempre a nostro favore. A volte è difficile accettare che un rapporto che prima ci dava tanta gioia ora sia fonte di sofferenza. E’ difficile accettare che le persone ci abbandonino, che non si accorgano del riguardo e della grazia che mostriamo nei loro confronti. Può durare un momento, qualcosa in più, o addirittura diventare una scelta definitiva.

    Accetteremo più facilmente le screpolature sentimentali, per usare un’espressione che ho letto qualche tempo, se ricordiamo che “… l’amore nella sua forma più piena è un susseguirsi di morti e rinascite. Muore la passione e rinasce. Il dolore viene scacciato e rispunta da un’altra parte. Amare significa abbracciare e nel contempo sopportare molte molte fini, e molti molti inizi, il tutto nella stessa relazione”. (Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi)

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  • La solidarietà femminile, un tesoro culturale e politico

    Siamo in tempo di elezioni … ma dai? mica ce ne eravamo accorte … non si può più guardare la televisione, camminare per le città, interagire su facebook o altri siti senza essere investite da un inquinamento visivo e uditivo di candidati e candidate che richiedono la nostra attenzione per avere il nostro voto. 


    Una delle novità di queste elezioni sono **** le donne **** 
    Ci rendiamo conto? Più della metà della popolazione è considerata una novità il che la dice lunga sull’attenzione che il potere politico pone alla società di cui dovrebbe essere espressione. 

    Sappiamo già che cosa penso rispetto ai partiti politici – vedete il post sul manifesto di Simone Weil e la soppressione dei partiti politici, appunto – tuttavia visto che mi pare lontana questa possibilità – e non basta cambiare i nomi per cambiare la sostanza delle cose [quindi per me anche i movimenti, collettivi, etc etc sono sostanzialmente partiti perché replicano la struttura piramidale del potere]. Il mio contributo attivo sarà quindi quello di dare qualche indicazione alle donne e agli uomini per cambiare il modo in cui gestiscono il Potere 



    Le donne credono che ascoltare e sostenere l’altra persona sia uno dei modi fondamentali attraverso cui si manifesta l’amore. Sentono che in un rapporto personale è fuori luogo essere competitive, distanti o emotivamente non in sintonia. La capacità di osservazione e di ascolto dei sentimenti interiori degli altri è una risorsa culturale enorme. I rapporti interattivi, che si fondano su tali capacità, rappresentano un buon modello per tutte le relazioni e anche per le istituzioni politiche e sociali;tuttavia si tratta di abilità potenzialmente pericolose per le donne in un rapporto personale non paritario in cui i loro bisogni emotivi non vengano appagati, per esempio quando un uomo fa il divo e la donna viene relegata a un ruolo secondario. 


    La disponibilità femminile è stata tanto ridicolizzata che oggi, purtroppo, molte donne cercano di reprimere questa e altre qualità a causa della grande pressione esercitata dalla società. Si pensi a situazioni come quelle che si verificano, per esempio, nel mondo del lavoro, dove si chiede loro di assumere un comportamento “più maschile” di “controllare i propri sentimenti”, di “non parlare troppo”, cioè di essere “assertive” per usare una parola oggi in voga. 


    Non staremmo tutti molto peggio se le donne non mettessero più a disposizione le loro qualità relazionali, quali la capacità di essere premurose, di sostenere l’altra persona e di prendersene cura, di giocare ad essere “lievi”?Invece di ridicolizzarle, la società dovrebbe apprezzarle. Gli uomini dovrebbero imparare a essere più affettuosi, a divertirsi di più e ad essere più aperti, più muliebri, meno rigidi e ipnotizzati dalla competizione maschile.


    [Shere Hite – La solidarietà femminile, un tesoro culturale]

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  • ☆¤*¤☆ auguri ☆¤*¤☆

    Babbo e Mamma Natale mi hanno portato una chiavetta che mi permetterà di collegarmi in internet quando voglio e di scrivere più spesso … questo sarà il mio impegno per il 2013!!! 
    Nel frattempo questi sono gli auguri che faccio a chi pazientemente legge e segue e creativamente interagisce – molto più di ciò che faccio io … per ora!!! 
    “Una
    passeggiata nel frutteto ieri mi ha illuminata. È inverno e tutti gli
    alberi da frutto somigliano più a scope di saggina, col manico
    conficcato in terra, che non a ciò che i nostri occhi chiamano albero.
    Chi cedesse alla logica dei sensi, all’impulso di un robusto realismo,
    constaterebbe che la vita ha abbandonato questi alberi e darebbe
    l’ordine di abbatterli. Non imparerebbe mai che le leggi della natura
    hanno previsto qualcosa d’inverosimile, di irragionevole e d’insperato –
    conosciuto sotto il nome di «primavera» – e che questi alberi morti un
    giorno molto vicino si copriranno di germogli, di foglie e di fiori.
    Nessuno mi toglierà dalle mente che non sia così anche per le relazioni
    che ci uniscono e che tagliamo alla base perché le crediamo morte.
    Cinque giorni di pazienza, un mese – o vent’anni – e avremmo assistito a
    un prodigio: la legge rigorosa del «muori e rinasci».” 
    [Christiane
    Singer, Elogio del matrimonio, del vincolo e altre follie]

     

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